Felina


Mia micia sintetica e dolente
fatta ormai più di fenobarbitale
che dei molti peli e vibrisse,
con queste novità d'affetto
canino e voli dal balcone
manco fossi un gabbiano
ma anche per questo giro
lungo un giorno, ti ho ritrovata
un po' sbucciata e zoppa
ancora più accaldata
ma dai, intera.
L'aver smesso di concentrarmi
sul suono dell'universo
ha riportato forze torbide
in catene sequenziali
di un disagio poco edificante
e non starò certo qui
ad elencare, che solo a nominarle
le cose poi hai capito bene
il potere di realizzarle.
Ed è stato così che ti ho spinta
ed è così che il cinismo
va seppellito in profondità
per lasciare affiorare la luce
da ogni briciola, ogni corpo,
da me stesso immerso
nel paradiso che io so.


13 Giugno 2017

Il parto


La solitudine mi ha scolpito
a sua immagine e mancanza
e le connessioni risultano falsate,
complicate, denti serrati,
poi in un modo o nell'altro
giunge il momento del parto
il momento in cui il seme
che spari si materializza
se non vuoi friggere pezzo
per pezzo. Il travaglio
sarà una piazza dilaniata,
un rovistare nella spazzatura,
il delirio di quel che sfugge all'identità,
ma il bimbo con l'alfabeto stampato
sul corpo, è nuovo,
non ha colpa,
ha viso che si apre
e mani di girasole.
Quel che eredita rimane,
sintesi di un sentire
che diventa onda fresca
dopo il deserto.
E mi porta nel mondo
prima di me.
Ci guardiamo un po'
la somiglianza ci sorride
e in una corsa divergente
ognuno conquista la propria
rinnovata promessa di fertilità.


11 Giugno 2017

Segni d'amore e disamore

a S.

Primo segno

E se fosse mare
a voler prendere il nostro cuore
cosa ne faremmo?
Seguiremmo il sogno
di un piccolo pescatore
che ha vinto un giocattolo
di legno e ne fa nave pirata
carica di un bottino immenso
come l'amore racchiuso in una parola
che materializza nel buio, il sole.



2/01/17 Camogli
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Secondo segno

Al bordo del mare ci era facile
calcolare i millimetri tra noi
di vicinanza,
e ancora non bastavano
tanto era il volerci inglobare
l'un l'altro,
poi un'onda più grossa
e un poeta del posto
ci ha trascinato
e io prendevo carta e penna
e tu nuvola di Luna
avevi già capito tutto quanto.

3/01/17
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Terzo segno

Sonno, leggero
portami lungo fili d'oro
ai piedi della mia Regina
io, cavaliere dai piedi di vetro,
non a sottomettermi
sì ad annunciare
che gli animali nel bosco
si sono svegliati
e l'orso ha voltato
l'ansa del torrente.
Quel che sboccia
agghinderà le stanze a festa
del Gran Palazzo,
e i bimbi già danzano
vorticando intorno agli occhi di lei:
con un gesto
ha rischiarato il sogno.

3/01/17
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Quarto segno

Senti il ghiaccio pungente
di Gennaio?
E il peso degli occhi degli altri
sui nostri baci?
E' questo il prossimo passo,
il dissolvimento,
il sentirci noi ovunque e comunque.
Sia l'ardore
fonte d'ispirazione.
Sotto forma di vapore
respirerà il cuore.

4/01/17
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Quinto segno

Un fulmine addomesticato
è pur sempre un fulmine...
rifornisce d'energia
migliaia di case
in cui persone non morranno
di freddo.
Certo non ci sarà più
la meraviglia sublime
dello spettacolo squarcia-aria
e la vibrazione che dirompe
e il bosco che brucia.
Allora ti metti le mani sul viso.
Un fulmine addomesticato
è pur sempre un fulmine.

5/01/17
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Sesto segno

Mi siedo un attimo
e aspetto che passino gli ippogrifi.
Li ha inviati lei
e il messaggio dovrà essere
sicuramente ardente.
Dismetto i vestiti da lavoro,
indosso il volto dell'amante,
le mani pianificano
un'ascesi ai confini delle ombre.

7/01/17
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Settimo segno

Tu che dove passi crei
e doni fiori di loto,
allo stesso modo
nel mio petto.
Tutto si apre.
Il mondo è una pieve illuminata
in cima al monte
dove le anime amate
vanno a riposarsi.

8/01/17
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Ottavo segno

Facciam l'amore
e facciam poesia,
facciamo dell'amore, poesia,
poesia d'amore,
mentre ci amiamo
poesiamo...
mi tiri fuori il mare
così lascio schiuma d'onda
ovunque
e sorridi e t'inebri
come Sirena
che a sé ha catturato
il suo Ulisse.

10/01/17
-

Nono segno

Insieme ci addormentiamo
davanti a Lemony Snicket
e ci svegliamo col sole
che proietta le Alpi innevate:
Trasparenza
mostra quante puntate
ancora abbiamo della serie
dei nostri abbracci.
La connessione funziona benissimo.
Grazie.

14/01/17
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Decimo segno

La meraviglia di essere io ad amare,
ad essere amato, una scheggia
di gioia inaspettata e ancor più
in grado di poterlo fare...
e ci penso e ogni volta è incredibile.
-Io. Io? Tu con me?
Tu meraviglia assoluta!-
Ancora divago di fronte all'entusiasmo
del ricevere, ma so di che pasta sei fatta,
di che forza lunare, che io mare salgo
attratto fino a diventarti cielo attorno.

15/01/17
-

Undicesimo segno

Schiocchi di baci dietro le quinte...
qualcuno fa una giravolta e diventa
Il mendicante senza memoria
sceso dallo Spazio
che lascia passare la ballerina zoppa
guardata di sottocchio
dal commesso dimesso
che s'inchina alla spocchia
della ricca nullafacente.
Il critico d'arte si mette in posa
e compete con le ambizioni
dell'attore attratto
dalle luci oltreoceano
ed è tutto una perdita di tempo
per la nevrotica Clotilde
ed è tutto amore per il poeta
dalle mani di cristallo...
quell'amore nascosto
che ci consuma.

24/01/17
-

Dodicesimo segno

Avevo un getto di fuoco
fra le mani
da lanciare fra il tuo cuore
e farne torcia per le nostre notti
e i dis-astri: cieli senza stelle.
Ed è ancora qui,
dietro questa teca di silenzio
a lasciar la tua stanchezza
esser dolce,
ritrovandoci alla sorgente.

7/02/17
-

Tredicesimo segno

Sul tuo pallore e gli occhi velati
navigo lento come Rompighiacci
che fa Crack immensi, rimbombanti
per l'aria vuota intorno
e ritorno con spiragli di Primavera
fra le mani, raggi di sole
catturati da legarti intorno al collo,
catene d'amore a cui aggrapparti
se senti sotto i piedi il crollo.
Sono qui, non mi muovo,
non mollo, ammorbidisco se cadi,
pavimento di petali,
e risorgi mia Donna fra le donne
in una densa nube di note profonde
profumi nuovi, gesti quotidiani
di bel silenzio bollenti.

8 Marzo 2017
-

Quattordicesimo segno

E si spaccano le nuvole
sul tuo dolore da condire
sempre e solo d'amore.

1/04/17
-

Quindicesimo segno

Mi lascio andare all'amore
e sento quanto sia più potente
di ogni pensiero, ogni strascico,
ogni amputazione.
Anche ora che non ci sei
e ci sei comunque
-come il sole, come la grazia
delle tue mani da cui escono
fiori di loto- io sono io
e doso parole gementi
di spropositata bellezza,
la stessa dell'anima
a cui attingono, forza
esplosiva che distrugge
ciò che è distruttivo
e si prende la libertà
di essere libero sopra
i liquami soporiferi dell'annullamento.
Perchè ogni abbraccio
sia solo un abbraccio
che nulla chiede
ma che risponde folle
di vibrazioni, di onde,
lacrime di gioia.
Le domande son finite,
è tempo di vivere
con gli occhi pieni di incanto.
E mai ci manchi la poesia.
Riscoprirci nuovi: la neve
ogni volta che cade.

4/04/17
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Sedicesimo segno

Anima dai bordi bruciati
arràmpicati per i vuoti
del tuo esserti adagiata
e lo sai che ogni passo
dev'essere determinato,
sangue nella roccia.
Mentre laggiù si fa la guerra
non ti sei gettata nella mischia
a difendere il lupo dal cerbiatto.
Allora ambisci a scalare
per ricordarti che l'amore
è bellissimo riflesso nella fossa
e foss'anche che ci lasci le ossa
in questo bosco, il cuore
avrà messo su gli artigli.
Lungo qualsiasi sentiero
arriva, cima che sia,
anima dai bordi infuocati.

9/04/2017
-

Diciassettesimo segno

Primavera,
lasci gocce di sangue
per terra, le porte sbattute
in faccia al tuo amore.
Sboccia comunque, anche dolorante,
che se c'era da costruire, crescere,
affrontare, lo farai da sola,
per chi vorrà cogliere l'effluvio
del tuo ardire, per chi si farà
inghiottire dal vortice di polline,
per chi saprà condividere fino
in fondo, senza la presuntuosa
paura di inconsistere,
chè mano nella mano,
ramo intrecciato a ramo,
sorrisi e mugolii,
anche la morte diventa un fiore.

19/04/17
-

Diciottesimo segno

Cos'avete uccellini da cantare tanto
alle quattro del mattino?
Siete graffi sul vetro
al secondo piano!
L'incubo che mi sveglia
ogni notte a strapparmi il cuore
per farvi il nido.

1/05/17
-

Diciannovesimo segno

Ogni tanto i tuoi occhi
s'illuminano allo specchio
posto in fondo a una grotta
dell'oceano; eccoti intero.
Così tremano vene
crollano muri
esplodono paure.
Si splancano le porte della ricezione.
Nel disastro, il sentiero.
L'incubo si scioglie.
Il mattino torna a essere mattino.

5/05/17
-

Ventesimo segno

Ho fatto poesia o burla
Di molto e molto altro ancora
Faró, a volermi moltiplicare
Tramite il suono in parola
E disintegrazione di senso
Per ritrovarmi fulminato
Allo specchio, uomo
E particella, astro
E vortice bulimico.
Quel giorno l'occhio
Non piú ha permesso
Che nemmeno una briciola
Di luce sfuggisse, cosí
La mano sul tuo petto
S'é fatto carnivoro fiore.
Finito il suo pasto,
Appassito.

23/05/17
-

Ventunesimo segno

Ci rivolteremo di continuo nelle lenzuola
In attesa di una mano che plachi il cuore,
I flussi di irrequietezza tra le sinapsi
Fino a trovare il ritmo giusto, la battuta
Sull'accordo semplice, senza sincopi...
Lo sguardo magico, specchio muto,
Sentiero di montagna, lungo
Il sogno liquido di trasparenza.
Scavallare, giungere al tremendo
Abbraccio, fusi in un unico mare,
Tempesta, morte della morte.
Lieve galleggiare nel cielo
Il mattino. Le armi per terra.

26/05/17
-

Ventiduesimo segno

Bruciano le vene fino alla foce,
alla sorgente, il lago di lava
che precede ogni mossa.
Ogni fottuta ragione.
Esplode ancora il grido
nel silenzio, si fa occhio
di leone, mano che strappa
La pelle, pietra incisa su cui
Splende violento un nome.
Il nome. La sua grazia folle
Consuma i vivi, grati
Di essersi superati,
Avvicinati al sole,
Alla notte profonda,
Al senso del viaggio
Infinito che accompagna
Ogni cosa. Ora rinchiudetemi
Col mio amore in una scatola
Dalle pareti azzurre e un pavimento
Di bosco, così che i verbi
Si spengano, liberi d'esser
Soltanto immagini riflesse
Di altre immagini, di altre immagini,
Di altre immagini... il cadavere
Dell'ego, la dolcezza di un bacio
fra i seni, la veritá feroce
Di una poesia scritta all'alba.

29/05/17
-

Ventitreesimo segno

Allora una vocina storta
Scende prima di sognarti
A dirmi: "Smetti di scrivere
Se vuoi dimenticare"
Ma che diritto ho io
Di spegnere il punto più caldo
Della mia anima? Di amputazioni
Ne ho subite e la penna
resta pur sempre
l'áncora di salvezza,
la bacchetta magica
che distende le ali.
Quindi scelgo di sputare inchiostro,
Digitare caratteri,
sia pure da fiamme e graffi,
in qualsiasi modo e stile,
che sian favole o invettive.
Vengano incomprensioni,
Indifferenze o applausi,
Ridano pure i demoni di pietra,
Ma che sempre mi avvolga
La musica a trascinarmi
In lunghi sospiri, dove ti vedo
Ballare nei prati e poi chinarmi
A baciarti i piedi, atto
Totale d'amore, la parte
Più bassa e sporca della vita
Diventa rugiada. L'eco
Di un pianoforte, l'uscita
Di scena, uno sguardo
Tra gli sguardi, il sapere
Di esser salvi.

30/05/17
-

Ventiquattresimo segno

Esplode un meteorite
Sul cielo d'Emilia
ma non me ne accorgo,
E m'interesso di ciò
Che non importa.
I segni dell'apocalisse
Li riconosco in altro:
La mia gatta che si contorce
L'ironia che si fa scherno,
schermo
Le risposte non date
Quelle non ricevute
O peggio, non comprese
Il senso di sospeso
che é soprattutto autosospensione
La mancanza di sintesi
che spesso basterebbe un sol bacio
o perché no, uno schiaffo.

31/05/17
-

Venticinquesimo segno

Quando son nato avevo trentasei anni
E ho imparato che i gatti
Per quanto ci provino
Non sanno volare
Che gli umani invece costruiscono
E talvolta si pérdono
Nelle proprie costruzioni
Poi non si perdonano.
Quando son nato avevo trentasei sogni
E tanto caldo, e tanta voglia
Di leccare pelli sudate
E di battere il ritmo
Su ció che mi capitava
Poi fuggire
Sbattere veritá
Per poterle rompere
Scrivere e aggiungere
Sale alla noia
Nascondermi nel primo vagito.
Quando son nato avevo trentasei bestemmie
Una più colorata dell'altra
Che in fondo l'arcobaleno
É un sorriso amaro del cielo
Dopo un litigio tra forze immense
E allora mi chiedevo
Quando son nato
Cosa avessi conservato al mio tempo
Se non il sangue disceso
Dalla rabbia di mia madre.
Quando son nato avevo trentasei occhi
Con cui osservare e meravigliarmi
Delle trentasei costellazioni
Che io stesso ho disegnato
Ancor prima d'esser nato
Mentre scalciavo stelle
Nel grembo siderale,
E sempre ambisco
A lasciarmi cullare.

5/06/17
-

Ventiseiesimo segno

Non ho mai desiderato
Esser considerata bella
Non necessariamente,
Mi basta tenere un respiro
Di sorriso, un graffio
geniale nell'atto che mette
Su carta lo svolgersi
Dei mondi ulteriori
Strappando alla follia
Ogni sua stupida pretesa
Di annullamento, come
Le premure asfissianti
Come i doveri quotidiani.
Non dico certo di no
All'amore, ma lo apro
Come fiore rivolto
In miliardi di raggi
Allo spazio intorno
Ai sensi che s'invischiano.
Potevamo sopravviverci
Anima bella
A ogni legno di traverso
Tra le nostre pulsioni
E smorfie d'incomprensione,
Tra intense canzoni
E qualche attimo bruciato
Nella paura che libertá svanisse
Nel polline di Marzo,
Che sin troppo veloci
O troppo lenti i tuoi movimenti,
Mai un po' di tregua, fosse
Per dare aria all'entusiasmo
Così tappato,
O contemplarci a distanza
E amplificarci oniricamente.
Ti faccio ballare tra le mie parole
Nude e di terra e di foglie
E so che il tuo cuore
Ancora strappato, tornerá
A sciogliersi una volta
Disincantato dal mio sguardo
Di Medusa, mentre io libro
Su una corda e aspetto
Segni tra le nubi di passaggio
Che completino il quadro
Di un padre buono
Abbracciato alla sua bimba
Su un prato, alla sorgente.
T'invito leggero
A stringermi la mano.

6/06/17
-

Ventisettesimo segno

Sará tutto questo vento
A condurci
Abbracciandoci da dietro
Per le strade che rimbombano
Di finestre zoppicanti,
A cercare una risposta
Che non avremo mai
E la luna colta in flagrante
Si nasconde turchese
Dopo aver mangiato
I suoi nottambuli figli
Silenziosi e pazzi di desiderio
Occhi ululanti
Fianchi stanchi
Testa sbandata
Sigarette atterrite
L'agonia di una gioia
Che si strascica.
Il battito del sangue:
Litania violenta di
Dove sei
Dove sei
Dove cazzo sei.

8/06/17
-

Ventottesimo segno

Schiacci i tasti affamato
di terminare questo esperimento
di riversamento social
applicando poche correzioni
che talvolta fan piú danni quelle
che la prima intenzione.
Certo hai un progetto
improvvisato e di getto
come a volerti consumare
nell'ultima stanchezza
e dici "Non esser prolisso"
che mica é facile.
Mica é facile interessare.
La gente deve mangiare.
Cosí io digiuno. Di Giugno.
Non per chissá che:
il frigo è vuoto
e lo stipendio deve arrivare.
Con un pizzico di pigrizia,
perenne compagna fedele.
Mi prende fra le braccia
e nel crepuscolo mi porta
tra le primitive divinitá
che ridendo e burlandosi
si fan fuori come nemmeno
nel peggiore dei reality,
o giunge Prometeo
a bruciarli definitivamente.
Insomma, resto al di lá della soglia
a sollazzarmi con le visioni
che di qua il mio prossimo
personaggio giá m'ha promesso
essere un manichino
in mezzo al mare
e zero propensioni
ad umane fusioni. Effusioni.
Misera maschera,
ti affoghi sin da subito
il mio silenzio.

8/06/17
-

Ventinovesimo segno

Come mi piacerebbe saper non essere
attratto da ciò che mi respinge
come canta Niccolò che tanto
mi accompagna così delicato
e spolpante in certi viaggi
ma com'è che mi fai così male
nelle ginocchia
dietro gli occhi
come fossi stato per te davvero
un incidente di percorso
che ha spezzato un albero
indipendente da qualsiasi causa...
non è possibile
e mi vien da dire che ci abbiam perso
entrambi, per un'esclusione
senza possibilità di replica,
per delle intuizioni
-perchè non sbagliate?
perchè non frutto della tua di paura?-
che han proiettato
immagini al di là della possibilità
di cambiamento. Assassinio.
Qualcuno disse che eravamo sprecati
divisi, e ci ho creduto
e poi ho iniziato a tremare...
ci fosse ancora il mare
sapessi ancora rassicurarti
fissandoti tra le braccia
e lasciarti al tuo volo,
al mio,
al crollare delle colpe
dalle cupole di dolore.
Si capisce quanto poco ancora
ci si capisca, e le parole, come vedi,
sbavano sempre più.

9/06/17
-

Trentesimo segno

Così ci si confonde facilmente
e si sovrappongono situazioni
come fossero fotogrammi
di un film in cui il protagonista
si dimentica di andarsela a riprendere
e lei a passo veloce va
e indossa un abito nuovo
per passi di danza da ripetere.
Con un uomo imprudente.
Foss'anche lo stesso di prima
fosse pure, ci si confonde.

9/06/17
-

Trentunesimo segno

Ho ripreso ogni cosa con occhio
mimetico:
Angoli nascosti dove vivono
gli amanti
Custodie di strumenti piene
di fogli illeggibili
Lettere appassionate lanciate fuori
dal finestrino
Gesti di mani sudate per litigi
contro i muri
Espressioni e trucchi, labbra viola
e palpebre bagnate
Messinscene di sogno per bambini
eterni
Gambe avvitate e sessi connessi
empaticamente
Voli di farfalle fatate, ombre
sulla schiena, libri affilati...
Ho ripreso ogni cosa:
non certo i miei regali
non certo la tua forma.

9/06/17
-

Trentaduesimo segno

Divento mai folle completamente
se alla sera affacciato al balcone
case, alberi, nuvole colorate
di tramonto, lei, il cinguettare,
lo strusciarsi della gatta,
il ticchettare di qualcuno al computer,
le bombe nelle piazze,
lo starnazzare delle campagne elettorali,
lei, lo sguardo offeso di mia mamma,
il salutarsi degli anziani, i clacson,
l'odore di carne alla griglia, lei,
la sigla del telegiornale, la prima
stella il flauto la chitarra lei
gli inchini finali gli applausi
lei...
9/06/17
-

Trentatreesimo segno

Declina la mente e non tornare
sul già dato, sull'indifferenza,
scivola nel cielo di burro,
prendi le ore per disegnare
un paesaggio d'aria serena,
getta d'un fiato:
scarica. svuotati,
segna il passaggio,
arricchisci di baci la malinconia
e diventa quel che sei
fogliolina verde
scintilla del cuore
fucilata al tempo
muto cantore
poesia dedicata.


9/06/17

Marzo


Saranno pure giornate di sole
e odori che trafiggono le vene
con gli occhi vaganti lungo
sentieri di piacere, ma vien
difficile perdonare la vittima
incapace di alzare la testa
a insegnar la bellezza
al carnefice, vittima
di se stesso, della propria cecità
che ha scelto proprio te
come sua guida, ti ha messo
alla prova e alla prova
le tue paure, e tu?
Tu hai solo saputo delegare.
Ti ha rubato la merenda
o ha schiavizzato il tuo popolo
o ancora ha fottuto il tuo amore
e bruciato la casa?
Ringrazia di esserci ancora
e di poterti ergere a passo fermo
dalle tue ceneri, nuova luce
nelle mani a costruire
quel che ancora manca
o che se c'è è corrotto.
I tuoi agganci vulnerabili
sian nascosti nella terra
tra le foglie, mettan radici
forti e sarà togliere l'ossigeno
all'incendio, che se tra te
e il tuo assassino c'è ancora
un legame, vivi o no,
diventerà ghirlanda
e castelli di roccia.
Nessuna speranza per chi
non si farà mai un'opinione:
la Primavera?
Solo estetico sfondo.



26 Marzo 2017

Poesie di Paolo Cristallo


Un ciuffo di peli felini
sul pavimento statico
sfibrato dal sole.
Chi l'ha lasciato lì
miagola nell'altra stanza
e chissà se piange
per la perdita
per un dolore non decodificato.
Nelle sue pupille vivono
pianeti in questo condensato.

-
Stiamo fra queste albe di ghiaccio e il cuore zampetta come cimice pancia all'insù. Mi chiedi nuovi arpeggi con cui farti addormentare, ti porto in spiaggia: il gabbiano morto ha preso male il vento e ora ti dispiaci ma c'è ancora vento a scompigliarti la faccia, la posi sul mio petto, ti quieti, sciogliendoti con le mani nelle mie tasche; senti passare il primo pullman del giorno, una coppia di rifugiati ci lancia un malinconico sorriso.

23/01/17
-

L'asfalto bagnato ti invita a non uscire e rimani affossato in una pozzanghera nella tua stanza, ma d'improvviso apri gli occhi e vedi i riflessi su quello specchio liquido, spiragli in cui ti tuffi e ci sono pesci tropicali, sequoie e stracci di nuvole ghiacciate, sorrisi di donne coi loro figli, quadri dai colori intensi.
Ti giri e le tue gatte si strusciano contro.
Le senti? Sono in amore. Sempre.

6/02/17
-

Leandro (Il giocatore d'azzardo)

Volti e gabbi
o vieni gabbato,
se non ingabbiato.
Scopri le carte,
le rimescoli con un frullio,
il re e la regina si confondono
fino a perdere la testa. La tua.
Il rischio è alto,
la posta in gioco
ti esalta, esisti
perchè rischi, altrimenti
al di sotto di ciò
è mare in bonaccia
che ti uccide, senza spasmi...
la monotonia in cui la legge,
la convenzione spesso ci costringe.
Un rumore alle tue spalle
ti sobbalza: fossero venuti
a prenderti? Non importa,
non avrai della tua vita le redini
-come chi del resto?-
ma lo hai scelto
fino a far dell'estremo, stile.
E nasconditi, travestiti,
guarda con sospetto
ogni ombra o anelito di calore,
hai dalla tua la costante
esplosiva emozione
del cowboy al rodeo:
con tutte le sue forze
a gambe strette intorno
al dorso del cavallo inferocito,
no e ancora no!
Con tutto il sangue e il suo sudore
si crepasse il cielo,
ci prova eccome a non essere disarcionato.

9/02/17
-

Virginia (Invettiva ai mostri)

La sua spocchia raccapriccia
coi suoi artigli di plastica
pronti ad affondare nelle carni vive
degli uomini reali.
Per lei l'unica ricchezza che vale
è l'unica a non averne alcuna
fatta com'è di menzogne e giochi
di specchi per cadaveri ambulanti.
Si erge così a schiacciare il prossimo
solo per quel tanto che possiede
senza merito: la sua esistenza
astiosa non è concepibile senza.
Tanto che nemmeno immagina
che in un mondo privo di averi
nessuno è povero veramente,
perchè niente è in vendita,
tutto è dono, è gioia.
Ma il suo nome ricorda quanto
vergine sia il suo cuore all'amore
foderato di dorata glassa, non passa aria,
sorda alla Primavera, se non al fruscio
del fiore di carta e filigrana
che sì ha diviso la naturale fratellanza
da farla scendere in perenne guerra.
L'oscena stupidità.
Quale compassione allora, quale folle
atto di pietà per chi non ne ha...
sia dunque il mare, giustiziere supremo
a ingoiarla in un fremito: lei,
i suoi mostruosi simili,
il loro nero Castello.
-

Paolino Cuore di Nonna

Oggi mi son svegliato
e avevo una corona in testa!
Nonna, mi riconosci?
Io che mi muovo delicato
e tutti mi spaventano
con la loro strana sicurezza
mentre io che chiedo il consenso
per ogni passo.
Eppure mi han fatto re!
Certo, il cuore grande ce l'ho,
per te che mi tieni sotto
la tua ala calda come chioccia
col suo pulcino... lo sbecchettio
fra le piume. Nonna,
finchè ci sarò non faràn
di te brodo! Ti proteggo
con la mia spada di dolcezza,
col mio sguardo che dove cade,
ama, con leggiadra timidezza.
Ti ringrazierò mai abbastanza
per i sorrisi che mi strappi
dalle lacrime riservate
a mamma e papà, così
di getto usciti di scena?
Su questo palco dedico
il mio regno anche a loro,
e ancora a te, alle tue rughe
fra cui mi addormento.

13/02/17
-

Mi scaldo con il cuore
prima di avvicinare gli altri.
Potrebbe essere un'avventura siderale
carica di fuochi, magari non fatui,
che ti scotti se non indossi
una pelle ignifuga.
Allora piano ti apri con le dita il petto
ti mostri
ti spogli completamente
riconosci le stelle
le abbracci
ad esse ti fondi.

27/02/17
-

Perseo
perso che ti sei su questo palco
così come nella tua testa
persisti nel seguire il filo
che ti riporti al centro del tuo cuore
come quel giorno al mare
quando ancora la luce
filtrava attraverso una persiana
sul letto di colei che ti teneva intero.

-

C'è un clap clap che scompiglia
i frac dei galantuomini
detti tali per i loro soldi
magari fosse per i modi
che aprino le porte
a chi c'è rimasto sotto.
Invece sono i ponti
ad ospitare i nobili
di cuore, e già li vedo
i fiumi diventare oro.

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Da una spuma d'onda
sorgi oh Donna, a esplodermi
i sensi, tu che dell'onda
erediti la curva e la forza
e il sapore della vita selvaggia
libera da ogni giogo di potere
così criminale quando si è fatto reale
a crederti schiava solo perchè
il misero uomo la tua essenza divina
non sapeva amare...
ma come si fa a non crederti
incarnazione della Luna
quando la notte ti specchi
nella tua infinita liquida culla
che i miei occhi si fanno gocce
di tenerezza, per tutto il sangue
e l'anima e il tremore
che alla tua grazia sensuale
si vuole abbracciare?

8/03/17
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Ho trovato nella tasca della giacca
una campanula bianca, poi sono sparito...
ma solo per tornare vivo e molteplice
a stupire ancora: lince squarcia sillabe;
moscerino solletica desideri; tartaruga
rosicchia convenzioni, convinzioni;
galassia di note silenziose; angelo
dalle mani di fuoco che trasfigura
corpi a farli ardere liberi nell'aria.
Ora qui, cristallo d'Universo, vi dico:
“Lasciamoci andare!
Siamo il mare e la polvere
l'amore e la paura
attraversiamo l'abisso
sbricioliamo gli Dei
diventiamo finalmente Uomini!”

Aprile 2017
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Pasqua

Suona un telefono lontano
eppur mi chiedo: che sia per me
quella voce in attesa? Risponde ansiosa
una bimba: -Nonno, hai preso l'uovo?-
e subito ride, sollevata, innamorata.
Certo che è per me quella voce;
ed è la mia:
si schiude il fiore di ciliegio
il sepolcro di Cristo
il becco del pulcino
le mani del Budda
in mezzo al petto
e vedo lucido uova appese
lungo i battiti delle arterie
da rompere con entusiasmo
e coglierne le quotidiane sorprese,
dolci o amare, è stupore,
è superarsi, attimo per attimo.

15 Aprile 2017
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25 Aprile 2017

C'è una manifestazione fino alla Piazza
e una chitarra che galleggia sul copriletto blu
e tutti cerchiamo una liberazione
da ciò che ci opprime
da ciò che ci sveglia la notte col sangue in fiamme,
e la rabbia nei pugni, e la mancanza negli occhi,
da chi si impone col calcio del fucile
o con la promessa che domani ci sarà
spazio anche per te,
dalle fughe senza sconti, dai finali illogici,
dal passato e dal futuro,
dall'ego e i suoi castelli mentali
in cui rifugiarci quando non sappiamo
più ascoltare,
da chi fa anche dell'arte un centro commerciale
coi turni sette su sette, le offerte a buon mercato
valide per chi “tanto va bene tutto” che in fondo
basta vendere, e il cuore se ne va a puttane.
Da chi ha deciso che è giusta la povertà,
dalle finzioni che servono solo a sminuirti,
da noi stessi quando non ci riconosciamo più
ma poi lo sai che non ti sei mai conosciuto:
hai tutto un oceano da esplorare
tiranni da affrontare
miliardi di vite da condividere.
Senti il vento e ti ci butti a capofitto.

25 Aprile 2017
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La canzone di Minuccio

Ascoltate miei Signori
il vostro umile cantore
che si presta a raccontarvi
d'una storia di dolore

d'una dama innamorata
che nel letto si consuma,
la sua anima ammalata
e nessuno trova cura

Ecco ora quel che disse
prima di mandarmi a Voi
con gli occhi semispenti
e una fiala in mezzo ai denti:

Se proprio devo morir d'amore
che ad amare ci vuol coraggio
quel che mi manca a chiamarti per nome
quel che mi resta di questo Maggio

Se proprio voglio morir d'amore
sia il sogno in cui mi stringi forte,
re del mio cuore, cuor del mio regno,
poi null'altro chiederò alla mia sorte.

Questo è quanto
mi lasciò la sua voce
che io vi portai
spezzate la sua croce.


Maggio 2017
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Poesia dei teatranti ostinati

Vibriamo sulla scena in attesa
del miracolo che spenga il vento
nero che ci ha spinto dentro
con tutti i desideri abbandonati,
teschi notturni nelle sterpi,
e le speranze tradite, baci cuciti.
Sentite come sbatte la porta
alle nostre spalle ogni volta
che un sorriso viene ucciso?
Ogni volta che un cuore crepa
di silenzio?
Allora i nostri occhi si cercano
ripetendoci: “Passa, passa, passerà!
Perchè questa è la legge...”
Sforzando di crederci, di correggere
la rotta del vascello destinato
alla tempesta, di diventare altri,
personaggi di fuoco, eroi e pazienti,
combattenti con artigli a estirpare
la peste annidata nel petto
pronta a sciogliersi in un canto
che vola via, e si perde un palloncino
nel cielo, le storie al di là
del tempo, racconti di uomini
e fantasmi, a noi uniti ora
in un solo corpo, il corpo stesso
del teatro:
medicina, farfalla, sogno trasparente.
Ci siamo capiti, ci siamo amati,
torniamo fuori e siamo il sole.


13 Maggio 2017